I 60 anni di Paolo Bonolis: da "Bim Bum Bam" ad "Avanti un altro", mattatore della tv

Tra i conduttori più amati del nostro piccolo schermo ha creato uno stile unico, fatto di istrionismo e grande ironia

Compie 60 anni Paolo Bonolis. Con alle spalle più di 40 anni di carriera, è uno dei conduttori più amati e di maggior successo della tv italiana. Ha legato il suo nome prima alla tv dei ragazzi con “Bim Bum Bam” negli anni 80, per poi condurre trasmissioni iconiche come “Beato tra le donne”, “Tira & Molla”, “Ciao Darwin”, “Il senso della vita”, “Striscia la Notizia”, “Scherzi a parte” e “Avanti un altro”. Ha all’attivo anche due Festival di Sanremo.

La definizione di conduttore per Paolo Bonolis è sicuramente limitante. Istrionico, sempre sul filo dell’ironia dissacrante, nei suoi programmi costruisce uno spettacolo in cui lui è spesso il mattatore. Spesso spalleggiato da Luca Laurenti, con cui fa coppia da trent’anni, ha creato dei piccoli universi che con il passare del tempo sono diventati dei cult sempre più amati dal pubblico, come “Ciao Darwin” e “Avanti un altro!”.

Come se la sua formazione avvenuta con la tv dei ragazzi, dal debutto di “3, 2, 1… contatto!“, nel 1980 sulla Rai per poi esplodere con il cult “Bim Bum Bam” con cui per otto anni ha tenuto compagnia ai ragazzi dalle frequenze di Italia 1, gli avesse lasciato un incontenibile voglia di giocare, con pochi filtri e soprattutto poche ipocrisie. Bonolis è stato spesso accusato di fare una tv volgare, spinta a solleticare gli istinti più bassi, ma in realtà nel suo gioco “al ribasso” c’è grande intelligenza e capacità di costruire spettacolo. Alto e basso con Bonolis si toccano in maniera naturale per creare l’effetto comico. A partire dal vocabolario da lui utilizzato, infarcito di termini aulici o desueti che servono ad amplificare l’effetto comico nel contrasto con il contesto in cui vengono pronunciati.

Che poi Bonolis sia ecclettico lo dimostrano trasmissioni da lui create e condotte dove invece l’ambizione di qualità è estremamente alta, come il suo amatissimo “Il senso della vita“, andato in onda tra il 2005 e il 2008 e poi nel 2011 che lui non ha mai nascosto di sognare di riportare in video, o con il delizioso “Chi ha incastrato Peter Pan?“, in cui giocando con i bambini ha costruito un meccanismo delicato e divertente. Grande appassionato di musica, oltre ad aver condotto due volte il Festival di Sanremo, con ottimi risultati di ascolto, ha creato per Canale 5 “Music“, un’ambiziosa kermesse musicale di alto livello.

Il conduttore romano ma milanese di radici (da qui il viscerale tifo interista), nel suo ping pong frequente tra Rai e Mediaset, ha portato al successo nella sua carriera molti programmi senza distinzione di fascia oraria: dal preserale, con “Tira & Molla“,  “Luna Park” e “Avanti un altro!“, alla prima serata con “I Cervelloni“, “Beato tra le donne“, “Scherzi a parte” e “Ciao Darwin“, divenuto un classico più volte ripreso sulla scia di un successo che anno dopo anno anziché scemare aumenta. E poi l’access prime time, dove per tre anni è stato dietro il bancone di “Striscia la Notizia“, ma per la concorrenza ha “inventato” i pacchi di “Affari tuoi“, con la frase iconica “scavicchi ma non apra”.

Una carriera straordinaria che gli è valsa 16 Telegatti (due dei quali come personaggio maschile dell’anno) e 15 premi Regia televisiva, e che lui ha racchiuso nel racconto della sua vita di “Perché parlavo da solo“, l’autobiografia pubblicata nel 2019.

fonte: tgcom24

 

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