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Annunciata ieri è arrivata oggi la risposta della Regione alla sentenza del Tar che ha bocciato l’ordinanza di Nicola Zingaretti. Si tratta di due delibere che diffidano il Comune di Roma, la Città Metropolitana e la Provincia di Latina, chiamate ad individuare sui rispettivi territori uno o più siti per realizzare le discariche necessarie a garantire l’autosufficienza nella gestione del ciclo dei rifiuti. Sessanta i giorni a disposizione, al termine dei quali scatterà il commissariamento, stavolta senza nessuna ordinanza straordinaria, ma esercitando poteri ordinari. La diffida è infatti contenuta in due delibere (una per Roma e la Città Metropolitana e l’altra per Latina) che la giunta regionale del Lazio ha approvato nella mattinata di oggi. 

Prendendo spunto dalla sentenza del Tar, la Regione non ha utilizzato nell’atto di Giunta il riferimento normativo dell’articolo 191 del testo unico dell’ambiente, che sostanzialmente prevedeva l’utilizzo di poteri straordinari, ma è rimasta nell’ambito dei poteri ordinari, rifacendosi a quanto previsto dalle leggi regionali in materia di rifiuti e di “organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo”.

A spiegare i contenuti dell’atto è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “La delibera approvata oggi in Giunta è conseguente alla sentenza del Tar di ieri e ne recepisce il dispositivo. Ora abbiamo 60 giorni di tempo per trovare una soluzione condivisa sui punti che anche il Tar reputa oggettivi come la mancanza “di un piano impiantistico, anche alla luce del Piano di Gestione della Regione Lazio, volto a garantire l’autosufficienza nel trattamento, trasferenza e smaltimento dei rifiuti del Sub-Ato di Roma Capitale”.

In pratica Zingaretti usa a parole bastone e carota. Bastone perché sottolinea nuovamente i passaggi della sentenza del Tar in cui il tribunale amministrativo sentenzia la mancanza di impianti di Roma Capitale. Carota perché parla al plurale e invita al dialogo: “Abbiamo 60 giorni per trovare una soluzione”. Secondo Zingaretti “la delibera approvata oggi in Giunta quindi non ha come obiettivo di arrivare ad ogni costo al commissariamento di Roma Capitale, ma è un nuovo tentativo per individuare entro 60 giorni, sinergicamente con gli altri enti locali ed il Governo, le soluzioni adeguate a sventare l’emergenza rifiuti nella città. Mi auguro che lo stesso senso di responsabilità che sta mostrando la Regione, abbia un riscontro con atti concreti anche nella volontà degli altri enti locali di risolvere finalmente questo problema”.

Secca la risposta del Comune di Roma che in una nota tende (freddamente) una mano alla Regione Lazio: “Roma Capitale aiuterà la Regione Lazio a trovare la soluzione migliore per la gestione dei rifiuti a livello regionale. Si prende atto positivamente del fatto che, a seguito della sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio, lo stesso ente regionale abbia finalmente mostrato la disponibilità ad assumersi le responsabilità che la legge gli assegna e a trovare una soluzione condivisa nell’interesse dei cittadini”.
 
La diffida al Comune di Roma governato da Virginia Raggi porta anche la firma delle due assessore pentastellate, Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Secondo quanto riportato dall’agenzia Dire le due assessore hanno votato favorevolmente in quanto atto amministrativo dovuto dopo la sentenza del Tar Lazio.

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